Una giornata a Londra: cosa fare in 24 ore

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Londra è conosciuta come la città che non dorme mai. Con una storia di oltre 2000 anni che risale all’epoca dell’Impero Romano e con così tante cose da fare e da vedere, ci vorrebbero settimane per godersi al meglio questa città. Ecco allora una lista di cose da fare assolutamente a Londra in sole 24 ore!

Per prima cosa, iniziate la vostra giornata concedendovi una tipica English Breakfast che potrete trovare nella maggior parte dei pub! La colazione all’inglese offre molta scelta e può essere accompagnata da bevande calde come tè e caffè. Non si tratta solo di una buona occasione per provare la tradizione culinaria locale, ma vi darà anche molta energia per affrontare la giornata.

Una volta saziati da questa grande colazione, incamminatevi verso il Palazzo di Westminster e il Big Ben. Da qui, potrà iniziare il vostro vero e proprio tour, con la visita dell’abbazia di Westminster, Buckingham Palace, Hyde Park, Piccadilly Circus, Leicester Squadre e Covent Garden! Girare a piedi è il modo migliore per ammirare Londra anche dal punto di vista architettonico; vi serviranno circa 2 o 3 ore per vedere tutto. Assicuratevi di arrivare a Buckingham Palace in tempo per vedere il Cambio della Guardia (tutti i giorni alle 11:00).

A questo punto sarà già ora di pranzo! Prendete la metropolitana fino a Camden Town, dirigetevi a Camden Market e assaporate lo street food migliore della città. Potrete passare l’intero pomeriggio esplorando Camden, i suoi mercati e i suoi canali, oppure potrete prendere un drink al famosissimo e imperdibile pub The World’s End. Altrimenti, perché non visitare alcuni degli altri mercati più famosi della città? Alle bancarelle di Portobello e Old Spitalfields potrete acquistare dei fantastici pezzi d’antiquariato. In caso di pioggia, i musei di Londra (per la maggior parte gratuiti) sono un buon rifugio dove poter approfondire anche la vostra conoscenza della cultura inglese.

Ma una visita a Londra non può dirsi completa senza un bel panorama. Per una vista mozzafiato della città alle luci del tramonto, andate verso Primrose Hill a Regent’s Park. In alternativa, per vedere gratuitamente da vicino i più bei grattacieli di Londra, a Sky Gardens potrete sorseggiare un cocktail godendovi il panorama! P.s. Per evitare la coda, è consigliato prenotare in anticipo.

Per concludere al meglio la vostra giornata londinese, consigliamo una visita a Shoreditch, un quartiere vivace e di tendenza nella parte est della città. Qui potrete anche fare un giro a Brick Lane, dove ammirare stupende opere di street art e assaggiare del pollo al curry di qualità in una delle tantissime “curry house”. Una curiosità: lo sapevate che il pollo al curry è uno dei piatti nazionali preferiti? Terminate la giornata con qualche drink e, perché no, con un ballo in uno dei bar più trendy di Shoreditch.

E tu? Sei mai stato a Londra? Hai qualche altro suggerimento da aggiungere alla visita di questa fantastica città?

5 Canzoni per Imparare il Third Conditional

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Si sa, molte canzoni raccontano delle storie e per questo la molte parlano di eventi avvenuti nel passato. Quando esprimiamo un rimpianto o come avremmo voluto che le cose fossero avvenute nel passato, in inglese utilizziamo il Periodo Ipotetico di Terzo Tipo (3rd Conditional).

Ascolta alcuni esempi in queste canzoni:

Grace Jones – Everybody Hold Still

Iniziamo con l’iconica Grace Jones e ascoltiamo la prima strofa della sua canzone.

I knew I shouldn’t have left the apartment
I knew I should’ve stayed in watching TV

O ancora meglio (qualche strofa più avanti)

I could’ve left all my cash and taken a credit card
I should’ve said, “Don’t wear no jewelery you’re looking fine”
If I’d ran back for the phone…

Adele – Rolling In The Deep

Chi non ama Adele? Siamo sicuri che non c’è persona al mondo che riesca a trattenersi dal battere il piede a tempo quando inizia questa canzone. E sai cosa? Anche qui potrai trovare degli esempi del Third Conditional!

We could’ve had it all
We could’ve had it all (tears are gonna fall, rolling in the deep)

Adele – If It Hadn’t Been For Love

Si, ancora Adele, ma leggi il titolo di questa canzone: un perfetto esempio di 3rd Conditional! E tutto il testo è pieno di altri esempi interessanti. Qui Adele cerca di sembrare americana il più possibile, per esempio usando l’espressione “woulda” al posto di “would have“.

Never woulda hitch hiked to Birmingham
If it hadn’t been for love
Never woulda caught the train to Louisiana
If it hadn’t been for love

Se sei un fan di Adele, dai un’occhiata anche a questo articolo!http://scrambledeggsinglese.it/adele-teaches-phrasal-verbs/

Taylor Swift – Should’ve Said No

Ecco un altro pezzo di musica contemporanea. Dopo aver finito di litigare con Spotify nel 2017, abbiamo potuto iniziare a sentire questa canzone di Taylor Swift. Leggi il Third Conditional nel titolo? Hai trovato degli esempi nel testo? Mettiti comodo e buon ascolto!

You should’ve said, “No”
You should’ve gone home
You should’ve thought twice before you let it all go
You should’ve known that word, about what you did with her, would get back to me

The Hollies – Why Didn’t You Believe

Ma facciamo un passo indietro e riscopriamo questo un gruppo pop/rock britannico famosissimo negli anni 60/70: i The Hollies!

He asked for you to love one another
You turned your back and played on with your games
If you had listened, you would have discovered
The Bible would have told a different story

Journey – It Could Have Been You

Formatosi a San Francisco nel 1973, i Journey sono conosciuti per la loro famosa hit “Don’t Stop Believin’’. Ma questo gruppo è molto di più! Ecco infatti un altro loro pezzo molto utile per imparare la grammatica.

I…can’t wait all my life, on a street of broken dreams
It could have been you my love (where are you now)
Oh I…still wonder if you remember the night
It could have been you (where are you now)
Should have been you my love (where are you now)
It could have been you my love, (where are you now)

Gloria Gaynor – I Will Survive

Se qualcuno ti dice di non conoscere questa canzone, ci sono solo due soluzioni: o è sordo, o sta mentendo. Secondo la rivista Rolling Stone “I Will Survive” rientra tra le “500 canzoni migliori di tutti i tempi” e secondo il Billboard è addirittura tra le prime 100. Anche se contiene un solo esempio di Third Conditional, questa canzone è troppo bella per escluderla dalla lista:

I should have changed that stupid lock, I should have made you leave your key
If I’d known for just one second you’d be back to bother me

 Se vuoi scoprire come imparare gli altri tipi di periodi ipotetici con la musica, dai un’occhiata a questi altri articoli scritti dal team di Scrambled Eggs:

Scrambled Eggs Inglese first conditinal
http://bit.ly/2GPQ7SL
Scrambled Eggs Inglese second conditional
http://bit.ly/2NbjwYy

How to Properly Use the Word “Cheers”

Scrambled Eggs è una scuola di inglese a Milano con un team di insegnanti madrelingua inglesi provenenti da tutto il mondo. Nonostante parlino la stessa lingua, loro hanno culture e tradizioni completamente diverse l’uno dall’altro. Ringraziamo il nostro insegnante Richard, che viene dalla Scozia, per il post sul termine Cheers e sui suoi differenti e sconosciuti usi rispetto agli altri Paesi anglosassoni. Enjoy!

Cheers, mate!

“Cheers” is globally famous as a word to say before you take the first sip of an alcoholic drink with a friend/friends (not to mention the famous American sitcom based in Boston). You touch your glasses/bottles together (‘chink’ them) and say the famous word.

Beware! It’s considered rude to not look the other people in the eyes while you do this!

Italians tend to also touch the glass/bottle to the table before taking a sip, but British and American people do not do this. Cheers should always be said before the very first drink, and possibly before every drink from then on, depending on the people’s customs.

In the UK, however, “Cheers” has a different meaning. It is a colloquial (slang) way to say ‘thank you’. It can also be used instead of the word ‘goodbye’, but only in a situation where you’ve been served something e.g. in a shop, restaurant, bar, or ticket office.

Cheers!

Imagine this:

A British person walks into a London pub with a friend, to have a couple of beers. He says to the barman: “Two pints, please. Cheers.”

The barman pours the pints, and says “That’s £8 please.”

The man gives the barman a tenner (a ten-pound note), and when the barman returns £2 change he says “Cheers”.

Then, handing one of the beers to his friend, the British man raises his glass and says “Cheers!” once more. They chink glasses, and drink.

At the end of the evening the British man and his friend leave the pub, and as he walks out the British man calls to the barman: “Goodnight, cheers!”

Cheers for reading, now go out and grab a few pints!