5 band simbolo degli anni 2000, con cui poter allenare il tuo inglese!

Come sempre Scrambled Eggs è qui per consigliarvi il meglio, e questa volta lo facciamo con grande stile! Ecco a voi 5 band che sono esplose agli inizi o a cavallo degli anni 2000 e che, secondo noi, sono state le migliori su piazza. Sono artisti per i quali si può già dire abbiano scritto la storia per cui mettiti comodo e gustati l’articolo.
Ovviamente sono tutte band il cui frontman canta in inglese, per cui sarà un ottimo esercizio per voi cercare delle canzoni con il testo sotto mano e provare ad allenarvi sempre più in questa fantastica lingua, che è la più importante del mondo!

Ma adesso basta con le parole, e largo alla musica!

  1. LINKIN PARK

La band in questione ha letteralmente segnato un’epoca, e sono sicuro che ne sentiremo parlare anche in futuro come emblema degli ‘Anni Zero’ del nuovo secolo. La band si forma a Los Angeles a metà anni ’90, e precisamente nel 1996. Chester Bennington è senza dubbio la stella, capace di attrarre milioni e milioni di fan solo con il tono della sua voce: diabolico quando grida – nei pezzi più rock – angelico invece nei brani più melodici.

Screams like a devil. Sings like an angel” è la frase più popolare utilizzata dai suoi fan per ricordarlo dopo la sua prematura scomparsa, avvenuta il 20 Luglio del 2017 a soli 41 anni.

Attorno a lui però non è che ci fosse poca roba: c’è Mike Shinoda, rapper e polistrumentista statunitense di origini giapponesi e russe, voce di accompagnamento di Bennington per i pezzi che includono rap, ma anche, a volte, per quelli più melodici. E si, avete capito bene, questa band si occupa di rock, metal e anche rap, unendo il tutto spesso e volentieri con melodie pop estremamente orecchiabili, capaci di creare canzoni immediatamente riconoscibili e – di fatto – indimenticabili.

A Shinoda si deve inoltre la creazione del riff di pianoforte che accompagna la loro più celebre canzone, ‘In the End’. Proprio Shinoda dichiarerà in un’intervista: “Ricordo la creazione di questa traccia nel nostro studio di registrazione ad Hollywood and Vine. Lavoravamo fino a notte fonda in una stanza senza finestre. Anche di giorno, non avevo idea di che ore fossero; dormivo soltanto quando ero sfinito, e nel frattempo continuavo a campionarne il suono fino a che non ha preso forma”.
La cosa veramente curiosa è che Bennington inizialmente parve non apprezzare l’idea di queste sonorità in un album come Hybrid Theory (2000) – il loro primo – salvo poi convincersi. Questo ha permesso alla band di rendere un album già meraviglioso un successo planetario: 27 milioni di copie vendute e palma del disco di inediti più venduto degli anni duemila.

 

  1. Coldplay

Questo famosissimo gruppo musicale britannico si forma invece a Londra, nel 1997, più o meno nello stesso periodo in cui Bennington e soci muovono i primi passi insieme a Los Angeles.
Chris Martin è il frontman, nonché emblema della band: voce, piano e chitarra acustica sono i suoi strumenti per far emozionare – anche in questo caso – milioni di anime. Accanto a lui Jonny Buckland, Guy Berryman e Will Champion, rispettivamente chitarra elettrica, basso e batteria della band.

I quattro musicisti si sono conosciuti alla University College di Londra e da lì hanno cominciato a costruire la loro straordinaria carriera.
Dopo aver cambiato diversi nomi, nel 1998 scelsero appunto Coldplay e iniziarono a lavorare al loro album di debutto: Parachutes, anch’esso del 2000 come Hybrid Theory. La punta di diamante dell’album è senza dubbio il brano ‘Yellow’, che concede loro fama mondiale e diventa presto una hit apprezzata in tutto il mondo. Nel video ufficiale possiamo vedere un giovane Chris Martin cantare su una spiaggia cupa e desolata una canzone d’amore che ha però il titolo del colore che fa la luce, ovvero il giallo!

La loro definitiva consacrazione avviene però due anni più tardi, nel 2002, grazie al loro secondo album in studio A Rush of Blood to the Head e alla traccia ‘The Scientist’.

Sebbene i Linkin Park negli anni ’10 abbiano subito un leggero calo di popolarità, i Coldplay sono invece rimasti sempre al top sfornando successi da addirittura miliardi di visualizzazioni su YouTube: singoli come appunto ‘The Scientist’, ma anche ‘Paradise’ oppure ancora i più recenti e carismatici ‘Adventure of a Lifetime’ e ‘Hymn For The Weekend’ sono talmente famosi da far quasi dimenticare quel loro ormai lontano brano d’esordio così tanto importante qual era ‘Yellow’.

  1. Maroon 5

Parlando di visual su YouTube, i Maroon 5 sono la stella indiscussa di questa classifica. Con oltre 3 miliardi di visualizzazioni, ‘Sugar’ è senza dubbio il brano della band che ha riscosso più successo, anche se verrà probabilmente presto superato dalla loro ultima hit, ‘Girls Like You’, che dopo appena un solo anno ne conta già più di 2 miliardi emmezzo.
Questo non significa, però, che siano le tracce migliori della band – formatasi anch’essa a Los Angeles nel lontano 1994, ma che si muoverà più concretamente sul mercato musicale solo 8 anni più tardi, nel 2002, con il primo album Songs About Jane.

È con questo LP che i Maroon 5 svettano nelle classifiche mondiali, lanciando inediti come ‘This Love’ e la più sofferta ma emozionante ‘She Will Be Loved’ – a mio modesto parere il vero capolavoro della band. Queste canzoni suonano già come colonne sonore di un’epoca che sembra già davvero infinitamente lontana – gli anni degli SMS a pagamento, della PS2 e dei lettori DVD – quegli ‘Anni Zero’ insomma che ci hanno regalato moltissima storia, a volte anche dolorosa, senza che noi ce ne accorgessimo.

Come si può evincere dai titoli, i temi trattati sono principalmente quello dell’amore e delle relazioni sentimentali, ma per la maggior parte trattati in maniera semplice e grintosa, piuttosto che drammatica (salvo in alcune, rare eccezioni).

Il leader indiscusso di questa band pop rock statunitense – nonché frontman e voce principale – è Adam Levine.

  1. The Black Eyed Peas

Sebbene il primo album dei The Black Eyed Peas sia datato 1998, abbiamo comunque deciso di inserirli in questa speciale classifica perché la loro fama influenza in maniera preponderante il periodo di cui vi stiamo parlando: gli Anni Zero del 2000. Sono essenzialmente un gruppo hip hop fondato da due rapper compagni di liceo: uno è il filippino apl.de.ap. e l’altro l’eccentrico losangelino will.i.am.

Come potrete capire, anche in questo caso il gruppo si forma a Los Angeles, vera patria dell’Entertainment statunitense – e con l’innesto di altre due figure d’impatto quali il rapper Taboo e la corista Kim Hill, la squadra si può considerare al completo.
Il loro album di debutto (Behind the Front), pensate, è lunghissimo: 73 minuti di musica hip hop non-stop, con ben 16 tracce. Questo aiuta a farci capire anche l’estrema creatività di cui era dotata la band.

Il successo vero però non arriva nemmeno con il secondo album, Bridging the Gap; dell’anno 2000, anch’esso avvolto da 16 tracce per una durata macroscopica di 63 minuti.

È solo nel 2002 che, con l’arrivo nella band della splendida, quanto carismatica cantante Fergie a sostituire Kim Hill, i The Black Eyed Peas danno sfogo a tutta la loro genuina creatività, ma questa volta in modo diverso.

Elephunk (2003), il loro terzo album, è un successo planetario: disco di diamante in Brasile; disco di platino in Australia, Messico, Europa e Stati Uniti. Un CD anche questa volta molto lungo per la norma, con 66 minuti di tracce audio, tra le quali distaccano 4 singoli che sono già un simbolo di quegli anni: ‘Where Is the Love?’, ‘Shut Up’, ‘Hey Mama’ e ‘Let’s Get It Started’.
Collaborazioni in pubblicità per l’NBA o per i primi iPod non fecero altro che aumentare la popolarità di queste tracce e del gruppo stesso, che due anni più tardi sfornò un altro album di grande successo, Monkey Business (2005), cavalcando l’onda del precedente. Famoso anche il duetto con Sérgio Mendes, per ‘Mas que nada’, pezzo in cui uniscono le loro sonorità alla samba brasiliana.

Ultimo, ma non meno importante vero tormentone dei The Black Eyed Peas, è ‘I Gotta Feeling’, prodotto da David Guetta e colonna sonora dell’estate 2009, incluso nell’album The E.N.D., svolta dance pop per il gruppo. Questo filone dance proseguirà anche per il ben riuscito The Beginning del 2011, ma sarà il canto del cigno della band che poi non si riproporrà più con l’impatto avuto negli anni che vi abbiamo raccontato, anche forse per l’abbandono di Fergie nel 2017.

  1. Jamiroquai

Cerchiamo di bilanciare il predominio statunitense inserendo ora un’altra band britannica, in particolare ancora londinese, come i Coldplay.
Sì, lo so che i più ferrati di voi in materia potrebbero obiettare: la fama dei Jamiroquai esplode già a metà degli anni ’90. I primi dischi, Emergency on Planet Earth e The Return of the Space Cowboy – rispettivamente del 1993 e del 1994 – sono già successi estremi raggiungendo le vette nelle vendite del Regno Unito.

Una firma con la Sony Records è una garanzia per questa band acid-jazz, che dal canto suo sprigiona anche un notevole talento e si pone, anch’essa, come una delle band che più ha creato delle colonne sonore iconiche per quegli anni.

Quindi sì, sebbene siano già famosissimi sulla scena internazionale dagli anni ’90, con singoli come ‘Space Cowboy” (forse la loro canzone più famosa) e ‘Virtual Insanity’ (Grammy per il miglior video dell’anno 1997) abbiamo deciso di inserirli in questa speciale classifica perché le loro sonorità hanno un’influenza preponderante anche nei primi anni del nuovo secolo, questi Anni Zero di cui stiamo tanto parlando.

Nonostante qualche problema iniziale a far muovere oltreoceano il loro sound e la loro popolarità (in Europa grandiosi, meno negli States, che governano il mercato dell’Entertainment anche in ambito musicale), l’album A Funk Odyssey, del 2001, mette tutti d’accordo.
Con questo disco i Jamiroquai cercano di unire dance anni settanta a musica elettronica, con risultati notevoli, dimostrando di avere delle abilità – nonché delle conoscenze musicali – enormi.

Grazie ai singoli, al sound e alle milioni di copie vendute in tutto il mondo, ad oggi quest’album è etichettato dai fan e dagli addetti ai lavori come l’album della perfezione dei Jamiroquai. Il gruppo cambierà spesso composizione negli anni a seguire ma chi resterà sarà il front-man, nonché anima indiscussa della band, Jason “Jay” Kay.

Figura eccentrica e controversa, è l’uomo a cui tutti comunque pensano e che la stampa considera quando si parla dei Jamiroquai, tanto da essere scambiato, alle volte, come un solista di nome “Jamiroquai” (non tutti sanno appunto che la band è un gruppo).

Tramite altri album e alcune collaborazioni che prevedono dei remix dei loro pezzi più famosi, i Jamiroquai si manterranno più o meno su alti livelli anche negli anni successivi, salvo poi con la nuova decade degli anni ’10 perdere lo smalto che avevano in passato e convertirsi – di fatto – in una band che è già nostalgia.

 

Com’è andata? Sei arrivato fino in fondo? Spero di sì, e spero anche tu abbia gradito questo bel tuffo nel passato!
Sei d’accordo con questa classifica? O avresti inserito qualche altro gruppo musicale? Faccelo sapere nei commenti qui sotto!

A Presto,
Team Scrambled Eggs

Le 5 migliori app per migliorare l’inglese

Ormai la lingua inglese è diventata irrinunciabile se si vuole avere una buona vita non solo professionale, ma anche e soprattutto sociale. Sono sempre più rare le persone che non sanno esprimersi in questa lingua meravigliosa e la cosa bella è che connette davvero tutti i popoli del mondo. Tu, italiano che conosce l’inglese, potrai perfettamente parlare e capirti ad esempio con un ragazzo argentino o una ragazza filippina che possiedono il tuo stesso livello. E come sensazione, credimi, è davvero qualcosa di sensazionale!
Immaginati anche in un paese straniero, per esempio, e in una situazione di necessità – magari ti serve sapere la posizione di qualche indirizzo importante o hai bisogno di un numero di telefono. Se i cittadini del paese ospitante avranno una buona cultura al riguardo, allora sapranno darti tutte le informazioni che vuoi grazie alla lingua inglese e ovviamente anche grazie a te, che riesci a comprenderla e a parlarla. La stessa cosa varrà quando sarà uno straniero a cercare informazioni importanti qui in Italia (purtroppo ancora siamo un po’ lontani dall’avere un livello medio così soddisfacente, ma ci arriveremo sicuramente con le nuove generazioni).

Cosa voglio dirti con questo: che imparare l’inglese è anche un fatto di coscienza sociale, oltre che personale. E con la globalizzazione sempre più imperante ogni individuo che si rispetti non può prescindere dal conoscerla.

Ma andiamo quindi al sodo; oggi che gli smartphone sono sempre più presenti nelle nostre vite, perché non approfittarne un po’? Ti consigliamo 5 app per imparare l’inglese stando comodamente sdraiato sul suo letto!

  1. Memrise

Tra le migliori app per imparare le lingue troviamo sicuramente Memrise. Quest’app ti guiderà lezione dopo lezione nel miglioramento costante e graduale delle tue abilità linguistiche. E pensa un po’! La particolarità di quest’app è che ogni lezione è stata scritta e progettata da utenti come te, che si ricordavano quindi benissimo i dubbi che avevano quando erano ancora dei principianti! È quindi perfetta a mio avviso perché va a limare alcuni punti deboli in maniera abbastanza precisa. Quest’app è gratis nella sua versione base, e purtroppo a pagamento nella versione completa. Ma si tratta comunque di pochi spiccioli (circa 4€ al mese) per quanto poi in realtà ti possa far bene nella vita!

 

  1. English Listening and Speaking

Se seguite i nostri blog sapete che noi di Scrambled Eggs Milano puntiamo molto, oltre che sullo studio in sè, su quei mezzi per l’apprendimento un po’ più d’intrattenimento che purtroppo in molte scuole italiane vengono trascurati. Non potevamo quindi non consigliarvi un’app che non si rifacesse solo a lezioni di grammatica o analisi dei testi.
Partiamo col dire che innanzitutto quest’app è pensata per chi già possiede un livello base abbastanza buono, quindi dall’A2 in su. Ciò nonostante è veramente ben ideata ed è ottima sia per migliorare la comprensione scritta, sia parlata. In quest’applicazione non troverai esercizi scritti o quiz, ma moltissime trasmissioni radio della BBC e drama radiofonici da ascoltare per immergerti ancora di più nella tradizione inglese! Questi programmi sono inoltre accompagnati da utili sottotitoli che ti aiutano a comprendere al meglio l’inglese parlato. English Listening è completamente gratuita.

 

  1. Wlingua

Parliamo qui dell’app forse più completa per imparare l’inglese. Ci si deve inizialmente registrare e inserire il proprio livello di partenza (A1, A2 o B1), per poi iniziare la tua preparazione grazie all’aiuto di oltre 600 lezioni innovative che ti faranno arrivare in breve tempo, se ci metterai dell’impegno, fino al livello B2!
Non solo, quest’app è utile anche per gli studenti del liceo – o universitari – che si sentono magari un po’ arrugginiti su qualcosa e hanno bisogno di un ripasso: la funzione “ripassi attivi” ti permetterà di approfondire gli argomenti sui quali nutri dei dubbi e memorizzare i vocaboli. Anche quest’app come Memrise è gratuita nella sua versione base, ma qualora desiderassi sfruttare a dovere le sue potenzialità, dovrai acquistare la versione premium.

 

  1. Reverso Traduttore

Ecco l’app che è un autentico salvatore per tutti gli studenti di lingua! Reverso Traduttore è un’app di traduzione più che di lezioni d’inglese vere e proprie, ma credimi serve davvero tanto! Innanzitutto perché – diversamente da molti altri traduttori che possiamo trovare su internet – è assolutamente affidabile e comprende anche un sacco di modi di dire tipici che altrimenti non troveresti altrove. Può servirti senz’altro per un viaggio, per la traduzione di qualcosa o anche per quel termine preciso che vuoi utilizzare in una mail, ma che proprio non ti viene in mente! Reverso traduttore è la soluzione ideale per questa e altre esigenze. Un suo punto di forza sono sicuramente i tantissimi esempi che ti può fornire, così da darti un’idea più ampia possibile del termine che stai studiando/utilizzando, permettendoti quindi poi di usarlo nella maniera corretta in qualsiasi occasione.
Context Reverso è un prezioso compagno di avventure che difficilmente mancherà di tradurre frasi e testi in modo poco adeguato.

 

  1. Rosetta Stone

Rosetta Stone viene apprezzata da migliaia e migliaia di utenti e aziende nel mondo, e la cosa che piace al pubblico è l’immediatezza di quest’app e la semplicità con vieni istruito a muoverti tra le sue pagine. Un gran numero di vocaboli accompagnati da immagini ti aiuterà nella memorizzazione dei medesimi, sfruttando sia la memoria visiva che quella uditiva con degli appositi audio. Il tutto naturalmente insegnandoti a pensare in inglese sin dal primo giorno.
Rosetta Stone è quindi più di un’applicazione. È una vera e propria istituzione dell’insegnamento dell’inglese online. Il nome di questa app è simbolica e si rifà alla Stele di Rosetta ritrovata in Egitto a fine ‘700 e poi tradotta nell’Ottocento. Da oltre vent’anni, Rosetta Stone è il metodo più famoso e efficace per l’apprendimento delle lingue ed è utilizzato con successo da aziende come Fender, Calvin Klein, TripAdvisor o ancora la NASA.

 

E tu? Conosci qualche altra app utile allo studio della lingua inglese che vuoi proprio consigliarci perché è veramente buona? Non esitare allora e facci conoscere le tue esperienze con un commento qui sotto!

 

5 Radio Stations to Help Improve your English!

Are you keen to talk like a native English speaker? To be able to understand colloquial language and expressions used in everyday speech? The team at Scrambled Eggs English school in Milan have the perfect solution for you! We have put together a list of the top 5 radio stations from English speaking countries around the globe to help you to improve your English.

BBC Radio 4

First up, is BBC Radio 4. This UK radio channel has shows that talk about the hottest topics right now, from food to economic fashion, the news and current affairs. They even have shows dedicated to fictional stories. With presenters from across the UK, you’ll hear an array of British accents.

NPR

On the other side of the pond, there is NPR: an American radio station that delivers breaking national and world news. Their stories focus on a range of topics, including business, politics, health, science, technology, music as well as arts and culture. Although the speaking speed is an upper intermediate level, each audio is accompanied with an article for its listeners to read.

Radio Canada

From America’s neighbour to the north we have Radio Canada. Radio Canada is Canada’s official radio station. Here you will find an array of programmes on a variety of different topics: current trends, the great outdoors, arts and culture, technology, science and history. They also air programmes that cover the news and the latest business trends.

ABC Radio Australia

From a country down under we give you ABC Radio Australia. ABC is Australia’s international broadcasting service. Here you can listen to both live and local music as well as talk shows on a number of topics, such as sport, literature, cinema and theatre – you’ll never got bored of listening!

Cape Talk

Last but not least, from beautiful South Africa we present you Cape Talk. Cape Talk is a South African commercial radio station based in Cape Town. It airs shows on the news, sport as well as business. In addition, there are plenty of phone-in debates, so you will have the chance to listen to unscripted English!

Listening to the radio is a great way to practice your English whether you’re at work, cleaning the house or on the go! Comment below and let us know which radio station is your favourite!