Using ‘As… as’ to Describe Quantity

 

We use this common phrase to compare things of an equal quantity.

I have as many friends as her!    = We have the same number of friends.

I have as much money as him!   = We have the same amount of money

They don’t have as much time as us = We don’t have an equal amount of time. They have less.

As you can see, we use many with countable nouns and much with uncountable nouns.

as + many + (countable noun) + as

as + much + (uncountable noun) + as

How many do you want? How much do you want? The largest amount possible? We often use this structure in a sentence to express the maximum amount possible.

Examples:

“He wants to get as many Instagram followers as possible!”

“She wants to earn as much money as she can.”

 

Try these exercises and try to get as many correct answers as possible!

‘As… as’ to Describe Quantity

Try to get as many correct answers as possible!

 

Now, try to write your own example sentence in the comments below!

Have any questions? Let us know!

5 band simbolo degli anni 2000, con cui poter allenare il tuo inglese!

Come sempre Scrambled Eggs è qui per consigliarvi il meglio, e questa volta lo facciamo con grande stile! Ecco a voi 5 band che sono esplose agli inizi o a cavallo degli anni 2000 e che, secondo noi, sono state le migliori su piazza. Sono artisti per i quali si può già dire abbiano scritto la storia per cui mettiti comodo e gustati l’articolo.
Ovviamente sono tutte band il cui frontman canta in inglese, per cui sarà un ottimo esercizio per voi cercare delle canzoni con il testo sotto mano e provare ad allenarvi sempre più in questa fantastica lingua, che è la più importante del mondo!

Ma adesso basta con le parole, e largo alla musica!

  1. LINKIN PARK

La band in questione ha letteralmente segnato un’epoca, e sono sicuro che ne sentiremo parlare anche in futuro come emblema degli ‘Anni Zero’ del nuovo secolo. La band si forma a Los Angeles a metà anni ’90, e precisamente nel 1996. Chester Bennington è senza dubbio la stella, capace di attrarre milioni e milioni di fan solo con il tono della sua voce: diabolico quando grida – nei pezzi più rock – angelico invece nei brani più melodici.

Screams like a devil. Sings like an angel” è la frase più popolare utilizzata dai suoi fan per ricordarlo dopo la sua prematura scomparsa, avvenuta il 20 Luglio del 2017 a soli 41 anni.

Attorno a lui però non è che ci fosse poca roba: c’è Mike Shinoda, rapper e polistrumentista statunitense di origini giapponesi e russe, voce di accompagnamento di Bennington per i pezzi che includono rap, ma anche, a volte, per quelli più melodici. E si, avete capito bene, questa band si occupa di rock, metal e anche rap, unendo il tutto spesso e volentieri con melodie pop estremamente orecchiabili, capaci di creare canzoni immediatamente riconoscibili e – di fatto – indimenticabili.

A Shinoda si deve inoltre la creazione del riff di pianoforte che accompagna la loro più celebre canzone, ‘In the End’. Proprio Shinoda dichiarerà in un’intervista: “Ricordo la creazione di questa traccia nel nostro studio di registrazione ad Hollywood and Vine. Lavoravamo fino a notte fonda in una stanza senza finestre. Anche di giorno, non avevo idea di che ore fossero; dormivo soltanto quando ero sfinito, e nel frattempo continuavo a campionarne il suono fino a che non ha preso forma”.
La cosa veramente curiosa è che Bennington inizialmente parve non apprezzare l’idea di queste sonorità in un album come Hybrid Theory (2000) – il loro primo – salvo poi convincersi. Questo ha permesso alla band di rendere un album già meraviglioso un successo planetario: 27 milioni di copie vendute e palma del disco di inediti più venduto degli anni duemila.

 

  1. Coldplay

Questo famosissimo gruppo musicale britannico si forma invece a Londra, nel 1997, più o meno nello stesso periodo in cui Bennington e soci muovono i primi passi insieme a Los Angeles.
Chris Martin è il frontman, nonché emblema della band: voce, piano e chitarra acustica sono i suoi strumenti per far emozionare – anche in questo caso – milioni di anime. Accanto a lui Jonny Buckland, Guy Berryman e Will Champion, rispettivamente chitarra elettrica, basso e batteria della band.

I quattro musicisti si sono conosciuti alla University College di Londra e da lì hanno cominciato a costruire la loro straordinaria carriera.
Dopo aver cambiato diversi nomi, nel 1998 scelsero appunto Coldplay e iniziarono a lavorare al loro album di debutto: Parachutes, anch’esso del 2000 come Hybrid Theory. La punta di diamante dell’album è senza dubbio il brano ‘Yellow’, che concede loro fama mondiale e diventa presto una hit apprezzata in tutto il mondo. Nel video ufficiale possiamo vedere un giovane Chris Martin cantare su una spiaggia cupa e desolata una canzone d’amore che ha però il titolo del colore che fa la luce, ovvero il giallo!

La loro definitiva consacrazione avviene però due anni più tardi, nel 2002, grazie al loro secondo album in studio A Rush of Blood to the Head e alla traccia ‘The Scientist’.

Sebbene i Linkin Park negli anni ’10 abbiano subito un leggero calo di popolarità, i Coldplay sono invece rimasti sempre al top sfornando successi da addirittura miliardi di visualizzazioni su YouTube: singoli come appunto ‘The Scientist’, ma anche ‘Paradise’ oppure ancora i più recenti e carismatici ‘Adventure of a Lifetime’ e ‘Hymn For The Weekend’ sono talmente famosi da far quasi dimenticare quel loro ormai lontano brano d’esordio così tanto importante qual era ‘Yellow’.

  1. Maroon 5

Parlando di visual su YouTube, i Maroon 5 sono la stella indiscussa di questa classifica. Con oltre 3 miliardi di visualizzazioni, ‘Sugar’ è senza dubbio il brano della band che ha riscosso più successo, anche se verrà probabilmente presto superato dalla loro ultima hit, ‘Girls Like You’, che dopo appena un solo anno ne conta già più di 2 miliardi emmezzo.
Questo non significa, però, che siano le tracce migliori della band – formatasi anch’essa a Los Angeles nel lontano 1994, ma che si muoverà più concretamente sul mercato musicale solo 8 anni più tardi, nel 2002, con il primo album Songs About Jane.

È con questo LP che i Maroon 5 svettano nelle classifiche mondiali, lanciando inediti come ‘This Love’ e la più sofferta ma emozionante ‘She Will Be Loved’ – a mio modesto parere il vero capolavoro della band. Queste canzoni suonano già come colonne sonore di un’epoca che sembra già davvero infinitamente lontana – gli anni degli SMS a pagamento, della PS2 e dei lettori DVD – quegli ‘Anni Zero’ insomma che ci hanno regalato moltissima storia, a volte anche dolorosa, senza che noi ce ne accorgessimo.

Come si può evincere dai titoli, i temi trattati sono principalmente quello dell’amore e delle relazioni sentimentali, ma per la maggior parte trattati in maniera semplice e grintosa, piuttosto che drammatica (salvo in alcune, rare eccezioni).

Il leader indiscusso di questa band pop rock statunitense – nonché frontman e voce principale – è Adam Levine.

  1. The Black Eyed Peas

Sebbene il primo album dei The Black Eyed Peas sia datato 1998, abbiamo comunque deciso di inserirli in questa speciale classifica perché la loro fama influenza in maniera preponderante il periodo di cui vi stiamo parlando: gli Anni Zero del 2000. Sono essenzialmente un gruppo hip hop fondato da due rapper compagni di liceo: uno è il filippino apl.de.ap. e l’altro l’eccentrico losangelino will.i.am.

Come potrete capire, anche in questo caso il gruppo si forma a Los Angeles, vera patria dell’Entertainment statunitense – e con l’innesto di altre due figure d’impatto quali il rapper Taboo e la corista Kim Hill, la squadra si può considerare al completo.
Il loro album di debutto (Behind the Front), pensate, è lunghissimo: 73 minuti di musica hip hop non-stop, con ben 16 tracce. Questo aiuta a farci capire anche l’estrema creatività di cui era dotata la band.

Il successo vero però non arriva nemmeno con il secondo album, Bridging the Gap; dell’anno 2000, anch’esso avvolto da 16 tracce per una durata macroscopica di 63 minuti.

È solo nel 2002 che, con l’arrivo nella band della splendida, quanto carismatica cantante Fergie a sostituire Kim Hill, i The Black Eyed Peas danno sfogo a tutta la loro genuina creatività, ma questa volta in modo diverso.

Elephunk (2003), il loro terzo album, è un successo planetario: disco di diamante in Brasile; disco di platino in Australia, Messico, Europa e Stati Uniti. Un CD anche questa volta molto lungo per la norma, con 66 minuti di tracce audio, tra le quali distaccano 4 singoli che sono già un simbolo di quegli anni: ‘Where Is the Love?’, ‘Shut Up’, ‘Hey Mama’ e ‘Let’s Get It Started’.
Collaborazioni in pubblicità per l’NBA o per i primi iPod non fecero altro che aumentare la popolarità di queste tracce e del gruppo stesso, che due anni più tardi sfornò un altro album di grande successo, Monkey Business (2005), cavalcando l’onda del precedente. Famoso anche il duetto con Sérgio Mendes, per ‘Mas que nada’, pezzo in cui uniscono le loro sonorità alla samba brasiliana.

Ultimo, ma non meno importante vero tormentone dei The Black Eyed Peas, è ‘I Gotta Feeling’, prodotto da David Guetta e colonna sonora dell’estate 2009, incluso nell’album The E.N.D., svolta dance pop per il gruppo. Questo filone dance proseguirà anche per il ben riuscito The Beginning del 2011, ma sarà il canto del cigno della band che poi non si riproporrà più con l’impatto avuto negli anni che vi abbiamo raccontato, anche forse per l’abbandono di Fergie nel 2017.

  1. Jamiroquai

Cerchiamo di bilanciare il predominio statunitense inserendo ora un’altra band britannica, in particolare ancora londinese, come i Coldplay.
Sì, lo so che i più ferrati di voi in materia potrebbero obiettare: la fama dei Jamiroquai esplode già a metà degli anni ’90. I primi dischi, Emergency on Planet Earth e The Return of the Space Cowboy – rispettivamente del 1993 e del 1994 – sono già successi estremi raggiungendo le vette nelle vendite del Regno Unito.

Una firma con la Sony Records è una garanzia per questa band acid-jazz, che dal canto suo sprigiona anche un notevole talento e si pone, anch’essa, come una delle band che più ha creato delle colonne sonore iconiche per quegli anni.

Quindi sì, sebbene siano già famosissimi sulla scena internazionale dagli anni ’90, con singoli come ‘Space Cowboy” (forse la loro canzone più famosa) e ‘Virtual Insanity’ (Grammy per il miglior video dell’anno 1997) abbiamo deciso di inserirli in questa speciale classifica perché le loro sonorità hanno un’influenza preponderante anche nei primi anni del nuovo secolo, questi Anni Zero di cui stiamo tanto parlando.

Nonostante qualche problema iniziale a far muovere oltreoceano il loro sound e la loro popolarità (in Europa grandiosi, meno negli States, che governano il mercato dell’Entertainment anche in ambito musicale), l’album A Funk Odyssey, del 2001, mette tutti d’accordo.
Con questo disco i Jamiroquai cercano di unire dance anni settanta a musica elettronica, con risultati notevoli, dimostrando di avere delle abilità – nonché delle conoscenze musicali – enormi.

Grazie ai singoli, al sound e alle milioni di copie vendute in tutto il mondo, ad oggi quest’album è etichettato dai fan e dagli addetti ai lavori come l’album della perfezione dei Jamiroquai. Il gruppo cambierà spesso composizione negli anni a seguire ma chi resterà sarà il front-man, nonché anima indiscussa della band, Jason “Jay” Kay.

Figura eccentrica e controversa, è l’uomo a cui tutti comunque pensano e che la stampa considera quando si parla dei Jamiroquai, tanto da essere scambiato, alle volte, come un solista di nome “Jamiroquai” (non tutti sanno appunto che la band è un gruppo).

Tramite altri album e alcune collaborazioni che prevedono dei remix dei loro pezzi più famosi, i Jamiroquai si manterranno più o meno su alti livelli anche negli anni successivi, salvo poi con la nuova decade degli anni ’10 perdere lo smalto che avevano in passato e convertirsi – di fatto – in una band che è già nostalgia.

 

Com’è andata? Sei arrivato fino in fondo? Spero di sì, e spero anche tu abbia gradito questo bel tuffo nel passato!
Sei d’accordo con questa classifica? O avresti inserito qualche altro gruppo musicale? Faccelo sapere nei commenti qui sotto!

A Presto,
Team Scrambled Eggs

Business English – Perché apprenderlo è così importante?

Non si dice nulla di nuovo affermando che padroneggiare la lingua inglese risulterà poi quell’abilità che davvero ti farà fare il salto di qualità nel mondo del lavoro al giorno d’oggi.
Oltre che ampliare il raggio delle tue relazioni interpersonali, in una città come Milano (ma potremmo benissimo prendere qualsiasi altra città del mondo), conoscere l’inglese è un apri-porta fondamentale per accedere al lavoro dei tuoi sogni. Meglio ancora se si è ferrati nel Business English!

È vero, la lingua inglese è “solo” la terza lingua più parlata al mondo, per numero di nativi (dietro al cinese mandarino e allo spagnolo). È anche vero, però, che è la più diffusa e la più insegnata nelle scuole di tutto il mondo; e la più richiesta da un punto di vista lavorativo.

Un corso di Business English è quindi uno dei metodi più diffusi con cui gli studenti scelgono di migliorare la propria educazione facendo fare un bel salto in avanti anche alla propria carriera. Conoscere l’inglese da un punto di vista commerciale è elemento essenziale per stare al passo con il mercato globale e per poter essere competitivi nella moderna cooperazione internazionale. 

Che cos’è il Business English?

Esistono diversi tipi di corsi di inglese che puoi seguire per migliorare le tue abilità. L’inglese commerciale è un approfondimento specializzato dell’inglese che si rivolge alla lingua più comunemente usata nel mondo degli affari.
Esso si differenzia dall’inglese generale in quanto si rivolge in modo specifico al linguaggio aziendale piuttosto che a quell’inglese quotidiano e conversazionale.

Perché è importante il Business English?

Frequentare un corso di questo tipo ti mette alla prova con dei vocaboli che useresti negli affari e nel mondo del lavoro e che non troveresti altrove, né in un libro di narrativa ben scritto né nella migliore lezione di inglese generale. Oltre a imparare il linguaggio aziendale, impari anche a svolgere attività legate al business che sarebbero la norma in contesti lavorativi generali.

Scrittura di affari e relazioni, redigere presentazioni, esprimere opinioni e condurre riunioni sono solo alcuni esempi delle attività che svolgerai in un corso di Business English.

Altri aspetti possono includere ad esempio la scrittura di lettere ed e-mail, candidature a posti di lavoro e comprensione dei profili professionali richiesti, oltre alla compilazione di un Curriculum Vitae adeguato. Alcuni corsi di Business English possono anche prepararti alla vita in un ambiente aziendale e d’ufficio.

Gli studenti che desiderino studiare e infine lavorare in materie come finanza, legge, politica, marketing e commercio, troveranno senz’altro utile l’inglese che verrà loro impartito. Di solito è possibile trovare corsi di inglese commerciale specializzati anche per una materia specifica nel caso tu ne abbia necessità.

Perché studiare l’inglese commerciale?

La lingua inglese si è sviluppata per diventare la lingua universale per gli affari in tutto il mondo.
Essa è una forza, e una risorsa enorme per l’umanità, in quanto unisce persone e aziende provenienti da diversi background, paesi e con lingue differenti, e consente loro di comunicare in modo chiaro ed efficace.

Ecco perché il Business English è così importante da studiare se vuoi lavorare in questo settore. Avere una buona conoscenza dell’inglese da poter applicare alle imprese sarà una risorsa molto interessante per i datori di lavoro.

Se il tuo piano è di vivere o lavorare all’estero in un futuro, in un paese di lingua inglese magari come il Regno Unito o gli Stati Uniti, dovrai essere in grado di districarti nel mondo dell’inglese commerciale, comprenderne i termini specifici ed anche le più piccole sfaccettature.

Fare domanda per un corso di inglese commerciale

Noi di Scrambled Eggs Milano facciamo al caso tuo! Offriamo un corso di Business English completo che copre – oltre ai già citati precedentemente –  i seguenti aspetti:
relazioni con i clienti;
presentazioni in riunioni;
pubblicità e marketing;
tecniche di vendita.

Imparerai le competenze necessarie per essere incredibilmente efficiente in situazioni aziendali internazionali, migliorando la tua terminologia e grammatica inglese commerciale lungo tutto il percorso di studi. Ci eserciteremo con la lettura, la scrittura, e svilupperemo anche la tua capacità di ascoltare e parlare in un contesto aziendale internazionale.

Per tutte le informazioni che desideri circa i nostri corsi, consulta questa pagina!
Oppure scrivici una mail a questo indirizzo di posta elettronica: hello@scrambledeggsinglese.it,saremo lieti di poterti aiutare!

Scrambled Eggs è qui per migliorare le tue risorse professionali e aiutarti a ottenere il lavoro che desideri!